COME AFFRONTARE LUTTI TRAUMI MALATTIE CAMBIAMENTI PERDITE ? - Psicologo Monza-Brianza | Loredana Tromboni
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COME AFFRONTARE LUTTI TRAUMI MALATTIE CAMBIAMENTI PERDITE ?

lutti e traumi

COME AFFRONTARE LUTTI TRAUMI MALATTIE CAMBIAMENTI PERDITE ?

Lo psicologo non può cambiare la realtà degli eventi, non può guarirci dalla malattia, non può eliminare il ricordo di traumi subiti, non può far riaccendere/ tornare un amore finito, non può restituirci il congiunto morto e eliminare il dolore per la perdita.

Possono capitarci situazioni dolorose (lutti traumi malattie ) che ci colpiscono più o meno inaspettatamente sconvolgendo l’equilibrio della nostra vita.

Di solito hanno a che fare con una “perdita”, reale o simbolica, di un qualcosa di particolarmente prezioso e significativo nella nostra vita o addirittura intorno cui ruotava l’equilibrio che avevamo impostato nella nostra esistenza quotidiana: una persona cara, la nostra integrità, la nostra salute, il nostro ruolo lavorativo ecc.

Esempi delle più comuni situazioni di questo tipo sono:

  • un lutto
  • una separazione
  • un trauma fisico o psicologico (incidente, aggressione, violenza subita o assistita)
  • la diagnosi di una grave malattia a noi o a un nostro caro
  • la perdita del lavoro
  • il pensionamento
  • un trasferimento non voluto in un altro luogo
  • la perdita di alcune autonomie nell’invecchiamento
  • la perdita della casa per catastrofi naturali o per problemi economici
  • una forte delusione

Si tratta di situazioni che fanno parte della vita e con cui prima o poi, anche se in misura diversa per ogni persona, ci dobbiamo misurare.

Molto spesso, per fortuna, si riesce a reagire senza farsene travolgere, grazie alle capacità di adattamento tipiche dell’essere umano.

C’è quindi una fase iniziale in cui prevalgono dolore, angoscia, disorientamento, rabbia. Poi, di fronte a lutti traumi malattie si riesce ad avere una buona “reazione di adattamento” attivando energie e risorse personali che ci permettono di ridisegnare la nostra vita trovando nuovi equilibri di senso e di significato.


Ci possono essere però reazioni di adattamento in cui la seconda fase non funziona come dovrebbe, non riesce ad attivarsi, rimane bloccata senza permetterci di riuscire a intravedere un nuovo equilibrio esistenziale possibile.

E’ come se avesse avuto senso per noi solo quell’equilibrio precedente, purtroppo ora spezzato e distrutto, e quindi ora non trovassimo alcuna altra possibilità di vivere bene, cioè in modo sufficientemente sereno e gratificante.

Restiamo bloccati nella fase iniziale della reazione di adattamento, che anziché evolvere in senso positivo si cronicizza.

Restiamo in ginocchio dopo il colpo ricevuto dalla perdita traumatica, senza riuscire a rialzarci, e quello che percepiamo con penosa sofferenza è di “non farcela”.


Quando le reazioni di adattamento a lutti traumi malattie assumono queste caratteristiche e non è sufficiente l’aiuto delle persone care intorno a noi è consigliabile  rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta. 

Quale aiuto può dare lo psicologo psicoterapeuta?

Lo psicologo psicoterapeuta non fa i miracoli. Può però darci un aiuto concreto nell’elaborazione e nell’adattamento a lutti traumi malattie . In particolare, quando siamo talmente immersi nella sofferenza della reazione di adattamento da non riuscire a prenderne le distanze e a vedere nuove possibilità di senso, può aiutarci un po’ alla volta a elaborare il lutto  e riuscire a scoprire modalità nuove in cui vederci nella situazione e conseguenti modalità nuove di reagire.

Il compito della psicoterapia nelle reazioni di adattamento a lutti traumi malattie è quindi di aiutarci a rimettere in movimento il processo di adattamento il più possibile positivo a un nuovo equilibrio esistenziale, processo fino a quel momento bloccato.


Durante le sedute  lo psicologo psicoterapeuta che lavora con noi nelle situazioni di reazione di adattamento a lutti traumi malattie deve mostrare buone capacità di restare a contatto col nostro dolore, di accettarlo con pazienza e profondo rispetto, ma anche un costante atteggiamento di supporto nell’aiutarci a vedere angolazioni di speranza e di senso nuove, finora non evidenti ai nostri occhi.

Non si tratta di negare o minimizzare l’intensità del dolore o di altre emozioni forti spesso presenti, come ad esempio la rabbia, la domanda incessante “perché?” o “perché proprio a me?”, ma di riuscire a vedere accanto a quelle e nonostante quelle anche altri elementi che risultino particolarmente positivi e significativi per noi stessi e che ci permettano di vedere e sentire la realtà come non solo dolorosa e paralizzante.

La psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico lavora anche sull’atteggiamento con cui la persona si è posta fino ad allora nella situazione dolorosa di perdita e su nuove opzioni emozionali, cognitive e comportamentali

Riuscire a individuare tali nuove possibilità implica un rivedere, insieme allo psicologo psicoterapeuta, i valori e i vissuti di senso e di significato di quella singola persona nella sua storia esistenziale. Il lavoro psicologico incentrato sull’atteggiamento è particolarmente importante quando la persona ha a che fare con situazioni oggettivamente dolorose o disperate che lo fanno sentire impotente. La scoperta che, comunque, abbiamo sempre la possibilità di modificare i nostri atteggiamenti, offre sollievo e speranza e permette di attivare movimenti di cambiamento verso un equilibrio di maggior benessere.

Chi vive una reazione di adattamento tende a rimane invischiato sul passato. Passato che va ad inglobare presente e quindi anche futuro, impedendo di vedere possibilità di cambiamento. Riequilibrare le modalità con cui vengono vissute le tre dimensioni temporali di passato, presente e futuro facilita il processo di

elaborazione del lutto (reale o simbolico). L’obiettivo di questo processo è vivere pienamente il presente guardando al futuro con serenità e realismo .

Lo psicoterapeuta dovrebbe anche essere in grado di valutare se l’evento stressogeno ha una valenza traumatica oppure se l’evento stesso ha rinfocolato traumi precedenti.

Se, per esempio, emergono problematiche non risolte familiari o infantili – adolescenziali, è consigliabile affiancare alla terapia psicoanalitica un intervento focalizzato sul trauma: In questi caso mi avvalgo della specializzazione in EMDR (Eye Movement Desensitation and Reprocessing) e AIP (adaptive information psycotherapy).

 Da sottolineare ancora una volta come l’obiettivo della psicoterapia non è un arrivare a non pensarci più ma a non pensare più solo all’evento tragico.

A riuscire a vedere, pensare e fare anche altro. Naturalmente cose particolarmente significative per la nostra vita in modo da riportarci a i viverla con un senso diverso da quello di prima. Nelle reazioni di adattamento dolorose la persona è come uno spettatore a teatro : vede soltanto ciò che viene illuminato dal gioco di luci, tutto il resto che c’è sul palcoscenico per lui non esiste perché non lo vede. Vede solo ciò che ha perduto. Compito della psicoterapia  è proprio accendere nuove luci ed illuminare altri aspetti del palcoscenico della vita.

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Coloro che desiderassero un aiuto psicologico per superare un trauma, un lutto o una malattia,  possono contattare la dott.ssa Loredana Tromboni  psicologa, psicoterapeuta, psicoanalista  a Monza e Desio tramite telefono 0347 3301128 o mail loredana.tromboni1@gmail.com

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