Il comportamento passivo aggressivo | Psicologa Monza
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Il comportamento passivo aggressivo

comportamento passivo aggressivo

Il comportamento passivo aggressivo

Il comportamento passivo aggressivo è un modo mascherato di esprimere sentimenti di rabbia nascosti.  Si verifica in tutte le relazioni interpersonali, in tutte le culture e ad ogni livello socio-economico.

Perché questo comportamento disfunzionale è così diffuso?

1. La rabbia non è socialmente accettabile
La rabbia è un’ emozione umana naturale che sta  alla base di moltissime esperienze in primis l’istinto di sopravvivenza. Eppure,  fin da piccoli  molti di noi sono stati bombardati dal messaggio che la rabbia è negativa e non va espressa. Durante il periodo del nostro sviluppo emotivo, quando siamo molto sensibili alla pressione sociale da parte dei genitori, degli insegnanti e degli adulti di riferimento, impariamo che per essere “buoni”  ed accettati dobbiamo evitare una sincera  espressione dei sentimenti di rabbia.

2. L’ostilità nascosta è socialmente accettabile
Quando le persone imparano che non possono esprimere la rabbia apertamente, onestamente e direttamente all’interno delle relazioni,  questa non svanisce  nè viene gestita adeguatamente. Molti di noi imparano a esprimerla in modi mascherati ma socialmente accettabili. Uno di questi modi è il comportamento passivo-aggressivo che si esprime in molti modi. Ad esempio:  fare promesse e non mantenerle, sorridere e compiacere sempre,   procrastinare, inventare scuse, lamentarsi,  assumere atteggiamenti vittimistici ecc.

3.L’aggressione passiva è più facile dell’assertività
I bambini non nascono con la capacità di comunicare i loro sentimenti in modi emotivamente onesti e diretti. Essere assertivi è un’abilità che richiede di essere insegnata attraverso il modellamento. Richiede tanto esercizio per  essere sempre meglio padroneggiata. I comportamenti aggressivo passivi,  come tenere il broncio, ritirarsi emotivamente,  comunicare in modo indiretto, ecc.  sono il segno di un’espressione emotiva immatura.

4. L’aggressività passiva è facilmente razionalizzata
Spesso la persona che mette in atto comportamenti passivo aggressivi, ad esempio procrastinando attività concordate, mettendo il broncio e lamentandosi quando l’altro la mette alle strette, tende a fingere indignazione, a non comprendere la reazione altrui, ad assumere atteggiamenti vittimistici, razionalizzando il proprio comportamento e valutando come problematica la reazione dell’altro. Non mettendosi in discussione l’altro diventa il nemico,  confermando così il proprio ruolo di vittima.

5. La vendetta del passivo-aggressivo è dolce
L’aggressività passiva comprende tutta una serie di comportamenti volti a “vendicarsi” nei confronti di un’altra persona senza lasciar trasparire la rabbia vendicativa sottostante. .
Se ad esempio una persona passivo aggressiva si sente sottostimata o umiliata al lavoro,  pur essendo risentita con il suo capo si dimostra sempre zelante e disponibile, stando ben attenta a non far trasparire i suoi veri sentimenti. La vendetta arriva subdola e fuori tempo. Ad  esempio tale soggetto  potrebbe darsi malato proprio in prossimità di una scadenza importante . In questo modo  sabota la produttività e mette in pessima luce il suo capo,  senza che questi  si avveda della dinamica aggressiva sottostante. Ecco che un comportamento apparentemente non aggressivo o scollegato dall’evento finale risulta essere invece frutto dell’ostilità provata ed agita in maniera disfunzionale.
Come in questo esempio, l’aggressività passiva è spesso un ‘crimine di omissione’, è ciò che la persona non ha fatto che indirettamente ha causato un grave problema per il destinatario inconsapevole  della sua rabbia.

6. Il comportamento aggressivo passivo è conveniente
Non tutti coloro che usano il comportamento aggressivo passivo sono persone aggressivo passive. Ad esempio, un marito  di solito diretto e sincero con la moglie può trovarsi nell’impossibilità di  dire “no” ad una sua richiesta. Così di fronte a pressioni non condivise promette “Sì va bene lo faccio”. Mentre lo dice ne è convinto, ma poi infinite scuse per non portare a termine il compito. L’uomo non è passivo aggressivo su tutta la linea, ma in questa occasione sceglie l’aggressività passiva come un comportamento pratico e conveniente per evitare un possibile conflitto di coppia, evidentemente percepito come più faticoso o pericoloso per il legame.

7. L’aggressività passiva può far sentire la persona potente
La negazione dei sentimenti di rabbia, l’abbandono della  comunicazione diretta, l’assunzione del ruolo di vittima, il sabotare il successo degli altri,  ecc ingenerano nel soggetto passivo aggressivo l’idea di poter controllare  non solo i propri sentimenti ma anche quelli  degli altri. Il suo comportamento  subdolo con la dissimulazione dei sentimenti ostili  costringe gli altri ad agire la loro rabbia . Questa capacità di controllare la risposta emotiva di un altro lo fa sentire potente. Lui / lei diventa il burattinaio-padrone dell’universo di qualcun altro ed il controllore del suo comportamento.

8.Il comportamento passivo-aggressivo è più distruttivo di quello aggressivo

A breve termine, i comportamenti aggressivo passivi possono essere più convenienti del confronto e in genere richiedono meno capacità assertive.

Nel lungo periodo però, il comportamento aggressivo passivo è ancora più distruttivo per le relazioni interpersonali di quello aggressivo. Nel corso del tempo, praticamente tutti i rapporti con una persona passivo aggressiva diventano confusi, maladattivi  e disfunzionali. Entrambi i partner si trovano avviluppati in una rete di inautenticità , insicurezza e sfiducia reciproca.

Se sei passivo-aggressivo oppure sei vittima di questo comportamento da parte di altri puoi chiedere aiuto alla

dott.ssa Loredana Tromboni Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista a Monza e Desio loredana.tromboni1@gmail.com Tel. 347 3301128