Quando la gelosia diventa patologica - Psicologo Monza-Brianza | Loredana Tromboni
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Quando la gelosia diventa patologica

dramma della gelosia

Quando la gelosia diventa patologica

La gelosia patologica è quel sentimento di esclusività del rapporto con un’altra persona, che implica l’antipatia, il sospetto o l’ostilità agita verso terze persone viste come potenziali o reali concorrenti.

La gelosia ha due componenti che si ritrovano entrambe nelle sindromi patologiche, e cioè quella difensiva (competitiva) e quella offensiva (di controllo). La persona gelosa può cioè intervenire o mantenere il controllo su potenziali “concorrenti” (persone, ma anche situazioni o ambienti) nell’idea che questi possano separarlo dalla persona che ritiene “sua”. Nella gelosia offensiva la persona agisce in assenza di “concorrenti” reali . Questa distinzione non è netta, perché la gelosia porta comunque a leggere come minacce elementi che invece altri non vedrebbero così. Altro elemento da considerare è l’atteggiamento dell’oggetto d’amore. Trattasi di un partner effettivamente – in passato o nel presente – dedito o tendente all’infedeltà, promiscuità o ambiguità? Oppure la gelosia patologica è una modalità automatica che si innesta nella relazione nonostante una fedeltà senza ombre e l’assenza di minacce concrete? Tuttavia, la visione e l’interpretazione del comportamento altrui come “poco chiaro” o fedifrago è condizionata dalla stessa gelosia.

E’ quindi più utile concentrarsi sulla modalità di pensiero e sul comportamento del partner geloso, chiedendosi, ad esempio, come è nato il pensiero della gelosia? Che forma ha preso? Per intervenire efficacemente in una situazione di gelosia patologica è meglio capire non tanto se le ragioni della gelosia si fondino su basi reali o ipotetiche (anche perché lo psicologo non fa l’investigatore…), ma qual’è il funzionamento mentale che lo sottende.

Distinguiamo tre tipi di gelosia: ossessiva, umorale e paranoide. Questa distinzione è puramente indicativa perchè si queste forme spesso coesistono e si intrecciano tra di loro.

  1. Gelosia ossessiva

Il punto di partenza della gelosia “ossessiva” è il bisogno irrefrenabile di arrivare alla certezza di non-infedeltà. Certezza che di fatto è impossibile raggiungere in quanto i rapporti dovrebbero fondarsi non sulla certezza di non-infedeltà, bensì sulla probabilità di fedeltà. I pensieri ossessivi in merito all’infedeltà presunta del partner, spingono il geloso ossessivo ad attuare comportamenti compulsivi: continua ricerca del tradimento attraverso controlli diretti ed indiretti , ogni indizio diventa una prova schiacciante di un possibile tradimento. I comportamenti tipici sono legati a controllo su ogni aspetto della vita del partner, fino ad arrivare al vero e proprio pedinamento. Lo spia controllandone la corrispondenza, gli scontrini, il cellulare, i vestiti. Viviseziona ogni post o immagine che il partner ha pubblicata o visto sui social per trovare la prova del tradimento anche solo pensato. Dopo una giornata in preda ad ideazione ossessiva ed ai conseguenti controlli compulsivi, la sera il partner viene sottoposto a ripetuti ed estenuanti interrogatori su quello che ha fatto durante la giornata. Ovviamente le domande del geloso patologico non sono motivate da pura curiosità o reale interesse verso il partner , ma esclusivamente dal bisogno di veder confermati – più che fugati – i suoi dubbi/certezze sul tradimento già avvenuto o che prima o poi avverrà. Seguono accuse su suoi comportamenti immaginari, contenuti in una sorta di film mentale che il geloso si è creato.

2. Gelosia umorale (o ipersensitiva)

La gelosia del sensitivo ruota intorno al suo stato d’umore, può apparire e scomparire improvvisamente. Se non si sente assecondato o rassicurato sul piano della gratificazione e dell’autostima, insiste nel provocare la partner e nel trattarla “come se” ve ne fosse ragione. In questa spirale, eventi inizialmente irrilevanti possono assumere proporzioni crescenti. I gelosi umorali non necessariamente sono gelosi di altre persone, la gelosia può essere anche possessività, in cui sono gelosi dell’attenzione che il partner non dedica a loro, naturalmente secondo il loro punto di vista.

In questo caso l’idea di gelosia nasce da sola, in genere sulla base di un generale sospetto su tutto e tutti. Proprio la persona che ti ha dichiarato amore e fedeltà rappresenta la minaccia più pericolosa. L’atteggiamento del geloso sensitivo alterna “suppliche” di dimostrazioni di fedeltà o di prove d’amore a pretese di chiarimenti o provocazioni tese a verificare la fondatezza del sospetto. La verifica non avviene però sulla base di elementi oggettivi, ma anche sulla base del tipo di reazione della persona , cioè se la persona provocata dimostra di “capire” la gelosia del partner.

3. Gelosia paranoide o delirante

E’ la forma più estrema di gelosia (detta anche “sindrome di Otello”), nella quale l’individuo è assolutamente convinto di un inesistente tradimento del partner, al punto da rifiutare qualsiasi confronto con la realtà che smentisca la sua convinzione.La persona vive una realtà delirante di gelosia, cioè è convinto che esista un tradimento, senza sapere “con chi” o genericamente “con tutti”, indipendentemente da prove. Il pensiero non è derivato da una logica esagerata dall’ossessione, non è un estremo bisogno di attenzione e di gratificazione tradotto in un sentimento esacerbato di possesso e frustrazione. La persona è in preda ad un delirio vero e proprio, cioè scambia le sue fantasie per realtà. Si sente provocata, messa in ridicolo o offesa dal presunto comportamento fedifrago del partner. In alcuni casi di un partner che non esiste. Ad esempio, nel delirio erotomanico, la persona è convinta che un’altra la ami, e quindi è gelosa come se la relazione esistesse veramente. Il paranoico ha condotte paradossali, come quella di dichiarare apertamente le proprie accuse e contemporaneamente di tendere tranelli o controllare, allo scopo di provare al mondo che il tradimento esiste davvero.

La gelosia patologica può nascondere un disturbo più grave

La gelosia patologica può anche essere il sintomo di un disturbo psichiatrico vero e proprio: talvolta si associa infatti a comportamenti violenti verso sé o altri (fino al suicidio e all’omicidio), all’abuso di sostanze (soprattutto alcol), alle psicosi, a malattie neurologiche come la demenza o il Parkinson. È frequente anche in chi soffre di Disturbo di personalità borderline, caratterizzato da problemi interpersonali, impulsività e mancanza di autocontrollo.     La gelosia può inoltre costituire l’ossessione principale di un Disturbo ossessivo-compulsivo: i pensieri riguardo al tradimento della persona amata diventano ossessioni che il geloso vive con forte disagio e che non riesce a controllare: sono dubbi di cui riconosce l’infondatezza, ma che lo preoccupano e lo obbligano a controllare, indagare, temere. Essendo legata all’ansia, a una bassa autostima e al timore di essere lasciati soli, la gelosia si trova anche nei Disturbi d’ansia (compreso il Disturbo di panico) e nei Disturbi depressivi.

Recenti studi hanno mostrato che chi nell’infanzia ha avuto genitori poco presenti, poco accudenti, inaffidabili e imprevedibili, da adulto è più predisposto alla gelosia patologica. Ha infatti maggiori difficoltà a mantenere relazioni stabili basate sulla fiducia, proprio a causa dell’insicurezza e della paura dell’abbandono che sono all’origine della gelosia patologica.

Se non riesci più a controllare la tua gelosia oppure se sei vittima di un partner troppo geloso e possessivo

puoi chiedere aiuto alla dott.ssa Loredana Tromboni Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista a Monza e Desio loredana.tromboni1@gmail.com Tel. 347 3301128